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In un mondo lavorativo sempre più complesso e instabile, il Career Consulting può essere un valido alleato. Questo servizio aiuta le persone a riflettere su se stesse e sulla propria carriera, individuando attività e percorsi dove le competenze e le vere motivazioni possono emergere.
La riflessione è una parte fondamentale di questo processo. Significa porsi domande sulle proprie esperienze, capire il significato delle proprie azioni e valutare i risultati ottenuti. Diventare più consapevoli delle proprie scelte aiuta a comprendere come queste influenzino la nostra identità e il nostro cammino nella vita.
Il Sé è l'immagine che abbiamo di noi e ciò che desideriamo mostrare agli altri. È in continua evoluzione, influenzato dalle esperienze, dal contesto sociale e dai sogni personali. La riflessione ci permette di esplorare e riorganizzare la nostra identità attraverso le storie che raccontiamo di noi stessi; queste storie non sono maschere, ma riflettono il nostro vero rapporto con noi stessi e con il mondo.
Attraverso un dialogo aperto, il Career Consulting stimola questa riflessione personale. Utilizzando strumenti e domande incisive, il Consulente aiuta le Persone a esplorare ricordi, aspirazioni ed esperienze significative, riscoprendo così potenzialità e talenti che potrebbero essere stati trascurati. Questo lavoro su di sé è fondamentale per individuare percorsi professionali che si allineano con le vere aspirazioni.
Riflettere non significa solo aumentare le conoscenze o migliorare in ambito lavorativo; è anche un'opportunità di trasformazione personale. Questa riflessione ci invita a considerare emozioni e valori che guidano le nostre scelte, creando una visione che tiene conto delle complessità della vita. Oggi, è essenziale adattarsi ai cambiamenti e, al contempo, sviluppare una chiara consapevolezza delle proprie motivazioni, obiettivi, emozioni e relazioni.
L'amore e il lavoro sono i capisaldi della nostra umanità.
S. Freud

L'apodittico ed enigmatico assioma freudiano lo possiamo capire solo immaginando la scena di due scalpellini intenti a dar forma a un cubo di marmo. Un passante ignaro di cosa stessero facendo, ma attratto dal cantiere che davanti a lui brulicava di attività, domanda genuino ai due scalpellini: «cosa state facendo»?
- Il primo, senza alzare lo sguardo dal suo lavoro, risponde con tono diretto di chi non vuole seccature: «sto dando forma di cubo a questo blocco di marmo»!
- Il secondo, fermatosi un momento, osserva il passante, vestito di tutto punto, sottile come un ramo e con in capo una bombetta nera, e osserva poi la cima dei lavori del cantiere in opera, e infine risponde: «sto costruendo una cattedrale».
In questa differenza di prospettiva, nella presenza di senso e significato del lavoro, più analiticamente nel differimento del piacere immediato per il tramite del principio di realtà - afferma Freud - abbiamo edificato la nostra cività. Forse avremmo potuto fare di meglio, ma è pur vero che non vi è piazza delle nostre meravigliose città sulla quale non si eriga una piccola chiesa o una grande cattedra
